Dagli abiti vintage ai libri illustrati: l’upcycling racconta nuove storie per bambini

Firenze, 21 maggio 2026 - Studenti di moda reintepretano il kidswear vintage con l’associazione Mani Tese

Dagli abiti vintage ai libri illustrati: l’upcycling racconta nuove storie per bambini
Dagli abiti vintage ai libri illustrati: l’upcycling racconta nuove storie per bambini

Firenze, 21 maggio 2026 - Studenti di moda reintepretano il kidswear vintage con l’associazione Mani Tese

In collaborazione con Mani Tese, gli studenti del secondo anno del Corso Triennale in Fashion Design di Firenze hanno trasformato capi vintage per bambini in una collezione di outfit e libri illustrati, dando nuova vita alla memoria tessile attraverso upcycling, narrazione e design contemporaneo.

 

Firenze, 21 maggio 2026

 

La sostenibilità nella moda passa anche dalla capacità di reinterpretare ciò che già esiste. Da questa riflessione è nato il progetto realizzato dagli studenti del secondo anno del corso triennale in Fashion Design di Accademia Italiana Firenze in collaborazione con l’associazione Mani Tese e la cooperativa sociale Usato Bene Mani Tese, impegnate nella raccolta e redistribuzione di abiti usati per promuovere solidarietà e consumo consapevole.

Al centro del progetto, una selezione di capi vintage per bambini: abiti artigianali unici pensati per durare nel tempo. Indumenti ricchi di memoria e identità che, attraverso il lavoro dei giovani designer, sono stati reinterpretati in chiave contemporanea grazie a tecniche di upcycling.

Non solo moda: l’esperienza ha unito anche narrazione e illustrazione dando vita ad un processo creativo multidisciplinare. Divisi in gruppi e guidati dalla docenti Tecla Frigerio, gli studenti hanno sviluppato libri illustrati per l’infanzia costruendo personaggi, ambientazioni e storie a partire dagli abiti recuperati. 

Grazie a lavorazioni come patchwork, layering, manipolazioni e ibridazioni tra capi, nuove identità visive hanno preso vita, valorizzando il passato degli indumenti e trasformandolo in nuove possibilità progettuali.

I progetti finali hanno restituito una riflessione sul valore affettivo e culturale dell’abito, mostrando come il design possa diventare uno strumento per raccontare storie, preservare memorie e immaginare nuove forme di sostenibilità.