Studentesse e studenti a confronto con lo sport
Roma, 19 marzo 2026 - Lo Sport in Costituzione: Dialoghi per una Cittadinanza Attiva
Roma, 19 marzo 2026 - Lo Sport in Costituzione: Dialoghi per una Cittadinanza Attiva
Roma, 19 marzo 2026
Questo progetto si propone come uno spazio di dialogo autentico tra giovani e istituzioni, un laboratorio civico dove lo sport diventa il punto di partenza per riflettere su partecipazione, diritti, comunità, dando voce alle nuove generazioni per rileggere il ruolo dello sport nella società contemporanea e progettare insieme il suo futuro.
Il progetto ha coinvolto alcune studentesse e studenti di Accademia Italiana in un percorso articolato in tre incontri laboratoriali, ospitati nel Palazzo delle Terme al Foro Italico, durante i quali i partecipanti hanno affrontato tre macro-temi fondamentali:
Nel primo incontro sono state analizzate le aspettative dei giovani nei confronti dello sport: in che modo può diventare uno strumento efficace di inclusione, crescita personale e benessere collettivo? Nel secondo appuntamento si è parlato invece di criticità: quali sono le barriere, i limiti, le disconnessioni che i giovani percepiscono nel rapporto con il mondo sportivo attuale? Nel terzo incontro i giovani hanno lavorato alla costruzione di proposte concrete, pensate per colmare il divario tra bisogni e realtà, dando forma a soluzioni innovative e realizzabili.
Il gruppo di studentesse e studenti di Accademia Italiana, composto da Lorenzo De Simone, Giorgia Fabbriziani, Antonio Marzo, Matteo Paroletti, Federica Pinto, Lucrezia Varrone, Lidia Abazis, Antea Contino, Arianna Percipalle, Arianna Rasca, Vittoria Romaniello, Giulia Spizzichino, Greta Vigilante, ha lavorato sul concetto di giudizio, presenza costante all’interno delle prestazioni sportive, ragionando sul fatto che lo sport dovrebbe essere uno spazio di benessere, crescita e relazione e invece, in molti casi, diventa un luogo di pressione, esclusione o abbandono precoce.
Per le ragazze e i ragazzi bisognerebbe fare un passo indietro e guardare lo sport come un servizio alla persona: chi pratica sport non è solo un atleta, è un cittadino, una persona con una storia, un corpo, un’emotività. E chi insegna sport non è solo un tecnico, è una figura educativa, un punto di riferimento.
L’intervento dovrebbe essere strutturato su tre assi: Comunicazione istituzionale con un messaggio chiaro e condiviso tra istituzioni: lo sport è salute, inclusione, benessere. Formazione dei tecnici, integrando alla formazione tradizionale moduli su: relazione emotiva, gestione del giudizio, inclusività, differenze culturali. Controllo e feedback, dando voce agli sportivi, creando strumenti per raccogliere feedback e monitorare la qualità reale del servizio offerto.
Il percorso ha generato proposte concrete che sono state presentate durante l’evento conclusivo alle istituzioni competenti, tra cui il Comune di Roma Capitale, attore fondamentale nello sviluppo delle politiche giovanili e sportive a livello territoriale.
Complimenti ai nostri studenti che si sono fatti valere in un contesto differente da quello accademico, esprimendo con forza le loro opinioni e le loro idee affermando che:
“Se vogliamo uno sport che duri nel tempo, che generi salute, inclusione e coesione sociale, dobbiamo iniziare a misurare la qualità, non solo il risultato. Il giudizio nello sport può ferire, ma può anche educare. Dipende da come lo costruiamo.”
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