l'Accademia Italiana, scuola di arte, moda e design festeggia i 30 anni con tante nuove iniziative delle scuole di Firenze
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Con tante nuove iniziative delle scuole di Firenze e di Roma

L'Accademia Italiana festeggia i 30 anni

Proponiamo qui di seguito alcuni articoli usciti sulla stampa nazionale sulle attività dell'istituto nel campo della moda, del design e della fotografia.

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La Nazione

18 aprile 2014

Accademia Italiana che festa in passerella per i primi trent'anni

di Eva Desiderio

Gran festa di talento, gioia, entusiasmo e creatività all'Obihall per celebrare i 30 anni dell'Accademia Italiana Arte Moda Design fondata dall'architetto Viincenzo Giubba, ed oggi una delle scuole più affermate a livello internazionale, con diploma di laurea riconosciuto dal MIUR e possibilità di seconda laurea attraverso il gemellaggio con l'Università di Nottingham. In passerella tra gli applausi di circa 2000 invitati, nel tripudio creativo e divertito degli studenti laureandi, circa 300 modelli interamente realizzati dai ragazzi dal disegno alla realizzazione completa del capo. Esposti durante la soirée anche i lavori dei prestigiosi corsi di Design, Fotografia, e Grafica settori che completano modernamente l'offerta didattica dell'Accademia che come ogni anno ha consegnato i premi Piramidi dell'Eccellenza a importanti personalità della cultura e dell'industria. Per l'alta moda ecco il maestro Renato Balestra ideatore di uno stile elegantissimo e internazionale, per il pret à porter Piramide a Patrizia Bambi, imprenditrice-stilista che ha fondato col marito Claudio Orrea il marchio di successo Patrizia Pepe. "Sono felice di questo premio - dice Patrizia Bambi - e sempre attenta nel confrontarmi coi giovani talenti che sono la linfa del futuro del made in Italy".
"Dopo trent'anni di lavoro bisogna un po'rinascere e lanciare nove idee - dice il presidente di Accademia Italiana Vincenzo Giubba - e noi ne abbiamo molti come quello Aifa per la realizzazione di collezioni disegnate dai nostri studenti e prodotte da donne africane, quello con le carcerate in Italia, quello Re-Silk per il restauro di antiche sete tailandesi alluvionate che portiamo anche in passerella per la loro preziosità grazie all'aiuto della regina di Tailandia e di Central Group, quello con La Rinascente che metterà in vendita alcuni dei capi della scuola e infine con l'azienda Klopman".
Molti gli applausi per il presidente di Artemide Ernesto Gismondi, che ha incitato i giovani ad essere orgogliosi della creatività italiana e li ha invitati per degli stage nella sua prestigiosa azienda, e per Maurizio Galimberti, fotografo-artista, premiati anche loro con la Piramide dell'Eccellenza.
"Chi dice che l'Italia è mezza morta, si sbaglia di grosso. Venga qui a vedere il gran lavoro didattico dell'Accademia e l'energia di questi ragazzi", dice soddisfatto Ernesto Gismondi.

 

CORRIERE DELLA SERA

18 aprile 2014

Accademia Italiana, la sfilata dei trent'anni

Di L.A.

Copertoni di automobili lavorati come pelle con finiture da selleria, carte di riso simili a ruvide organze naturali, tela da pittori per abiti dipinti. Ma anche una mini collezione di abiti da lavoro (vigilasse in minigonna, pompieri glamour) realizzata da Klopman, azienda specializzata in tessuti tecnici per la quale i futuri designer laureati dall'Accademia Italiana firmeranno una campagna di comunicazione e un calendario. Solo alcune delle 300 creazioni protagoniste ieri all'Obihall di «Celebrate», evento con cui la scuola di moda, design e fotografia ha chiuso l'anno festeggiando il suo trentennale. Presentate anche alcune creazioni del progetto «Aifa» (Accademia Italiana for Africa), realizzati dalle donne africane e di «Re-silk» ottenute dalle sete preziosissime ma danneggiate dall'alluvione di tre anni fa a Bangkok. Il Premio Piramide dell'Eccellenza è andato per la moda a Renato Balestra e Patrizia Pepe, per il design a Ernesto Gismondi di Artemide e per la fotografia a Maurizio Galimberti che ha dedicato il riconoscimento a Zakir Hossain ucciso a Pisa.

 

QN - QUOTIDIANO NAZIONALE (LA NAZIONE, IL GIORNO, IL RESTO DEL CARLINO)

17 aprile 2014

Sfilata dell'Accademia Italiana Arte Moda Design, grande evento all'Obihall

di Eva Desiderio

300 modelli degli allievi del corso di Fashion Design e la consegna delle Piramidi dell'Eccellenza che premiano grandi personalità delle diverse arti. Poi i lavori degli allievi del corso di design esposti in una sala particolare con progetti di arredamento di mobili da interni ed esterni, 53 progetti di fotografia, 22 elaborati per la grafica.

Gran serata di moda, design e fotografia stasera all'Obihall per festeggiare trent'anni della scuola internazionale fondata dall'architetto Vincenzo Giubba che ne ha fatto un gioiello di cultura contemporanea. In passerella 300 modelli degli allievi di fine corso del corso di Fashion Design, con le loro caleidoscopiche creazioni realizzate ognuna da uno studente dal disegno al cartamodello, dal taglio al cucito. E poi i lavori degli allievi del corso di design esposti in una sala particolare con progetti di arredamento di mobili da interni ed esterni, 53 progetti di fotografia, 22 elaborati per la grafica.

Insomma un panorama completo della moderna creatività che sarà sotto gli occhi attenti dei tantissimi ospiti della sfilata dell'accademia Italiana Arte Moda Design che culminerà con la consegna delle Piramidi dell'Eccellenza che ogni anno, ormai da dieci anni, premiano grandi personalità delle diverse arti. Stavolta da Roma è arrivato un re dell'alta moda come Renato Balestra, inventore di una eleganza raffinatissima e internazionale. Per il pret à porter ecco la piramide a Patrizia Bambi, stilista e imprenditrice che col marito Claudio Orrea ha fondato il marchio Patrizia Pepe. "Sono molto felice di ricevere questo premio dai giovani studenti dell'Accademia che apprezzo per la loro preparazione - dice Patrizia Bambi - e mi piace molto anche nella mia azienda lavorare coi giovani più talentuosi perché portano freschezza e idee". Tra gli ultimi progetti del brand Patrizia Pepe c'è quello per il potenziamento degli accessori, settore in crescita di vendite e apprezzamento in tutto il mondo.

Per il design Piramide dell'Eccellenza a Ernesto Gismondi, ingegnere e presidente del colosso della luce Artemide, orgoglioso della creatività italiana e delle bellezze e bravure del nostro paese. "Già venire a Firenze è sempre una grande esperienza di cultura e di emozioni - spiega Ernesto Gismondi - e non sono d'accordo con chi dice che noi Italiani siamo mezzi morti. L'impegno di questi giovani studenti e il prestigio dell'Accademia parlano da soli. Siamo ancora noi Italiani i detentori del primato della fantasia e della creatività. E in Artemide sono pronto ad offrire a questi talenti laureati in questo istituto le porte dell'azienda Artemide per degli stage". Sulla stessa lunghezza d'onda un altro premiato come Maurizio Galimberti, artista fotografo di fama che è anche lui incantato da Firenze "anche se bisognerebbe lavorarci su per evitare le greggi di turisti che deturpano il centro storico".

Per l'architetto Vincenzo Giubba questi trent'anni di Accademia sono volati velocemente, tra la scuola bottega d'arte ma anche laboratorio attivo di contemporaneità. "Sono orgoglioso di avere fatto tutto senza finanziamenti di nessuno - spiega Giubba - e felice perché in questi 30 anni ho potuto fare quello che più mi piace, divertendomi anche".

Fra i vanti dell'Accademia Italiana il riconoscimento del MIUR per la laurea triennale ora gemellata con la laurea inglese all'Università di Nottingham che permetterà agli studenti di avere un doppio titolo. E poi le iniziative per sostenere il lavoro delle carcerate in Italia con gli studenti che disegnano per loro accessori, quelle per il progetto AIFA che coinvolge lavoratrici africane che producono abiti messi in vendita alla Rinascente di Milano e Firenze, quelli con l'azienda di Frosinone Klopman, ledere europea del tessuto da lavoro per la riedizione di capi pieni di ironia, il programma Re-Silk a Bangkok che ridona vita a sete antiche e preziose recuperate dopo la recente alluvione e rilavorate ad arte dalle donne della Tailandia del Nord secondo i desideri e gli impegni della regina di quel Paese con l'aiuto di Central Group: alcuni di questi abiti rari sfilano stasera in passerella.

 


Moda 24.Il Sole 24 ore.com (Web)

17 aprile 2014

L'Accademia Italiana di Firenze festeggia 30 anni

di Silvia Pieraccini

Festeggia i 30 anni di attività col lancio di nuovi progetti la scuola di moda, design e arte Accademia Italiana, sedi a Firenze e Roma, filiale a Bangkok, da sempre laboratorio internazionale di idee grazie al 45% di studenti stranieri che la frequentano. Dal prossimo anno la scuola - oggi abilitata al rilascio della laurea triennale italiana riconosciuta dal ministero dell'Istruzione e di quella inglese conferita dalla Nottingham Trent University - proporrà un percorso integrato per conseguire, sempre nel triennio, la doppia laurea, riconosciuta in Italia e in Gran Bretagna. Intanto oggi, giovedì 17 aprile, l'Accademia Italiana festeggia a Firenze - con l'evento "Celebrate!"- il traguardo dei 30 anni e la conclusione dell'anno accademico: in programma la sfilata degli abiti (300 modelli) disegnati e realizzati dagli studenti sul tema del design etico e la consegna del premio "Piramide dell'eccellenza",arrivatoalla decima edizione.
Il riconoscimento, assegnato ogni anno dagli studenti della scuola a personaggi considerati ‘maestri' nelle varie discipline, va a Renato Balestra e a Patrizia Bambi, stilista-titolare del marchio Patrizia Pepe, per il settore Moda. Per la sezione Design il vincitore è il fondatore dell'azienda di illuminazione Artemide, Ernesto Gismondi, mentre per la Fotografia è Maurizio Galimberti.
Tra i nuovi progetti annunciati da Vincenzo Giubba, fondatore e presidente di Accademia Italiana, insieme con Wantanee Chirathivat, della famiglia thailandese proprietaria di Central Group che possiede la catena italiana La Rinascente, c'è Re-Silk, una collezione di abiti e accessori realizzata con sete preziose danneggiate dall'alluvione che ha colpito la Thailandia tre anni fa, ora rigenerate e recuperate. La collezione, disegnata dagli studenti della filiale di Bangkok di Accademia Italiana, sarà venduta nei negozi di Central Group.

 

QN - QUOTIDIANO NAZIONALE (LA NAZIONE, IL GIORNO, IL RESTO DEL CARLINO)

16 aprile 2014

Accademia Italiana all'Obihall
Serata show in passerella
E le eccellenze premiate

Nuovi progetti e un futuro per i giovani

di Eva Desiderio


Si annuncia come una seratona di moda e design ad altissimo livello quella di domani che celebra i 30 anni di atività dell'Accademia Italiana Arte, Moda, design fondata dall'Architetto Vincenzo Giubba, oggi una delle scuole più affermate del panorama internazionale. In mostra lavori di grafica, design e fotografia degli studenti di fine corso e poi il Fashion Show con oltre 300 modelli al Teatro Obihall, gran parte dei quali ispirati alla moda etica. Riflettori puntati sui premiati con la Piramide dell'Eccellenza che quest'anno sono ancora più prestigiosi: per la moda Renato Balestra, mitico couturier d'alta moda romana e Patrizia Bambi, stilista imprenditrice che ha fondato col marito Claudio Orrea il famoso brand Patrizia Pepe. Per il design Ernesto Gismondi, gran Patron di Artemide e per la fotografia Maurizio Galimberti. Come titolo dell'evento il Professor Giubba ha scelto "Celebrate" in omaggio a questo trentennale dell'istituto internazionale che ha sedi a Firenze e Roma, abilitato al rilascio della doppia laurea, italiana riconosciuta dal MIUR e inglese conferita dalla Nottingham Trent University. Duemila gli invitati pronti ad applaudire gli abiti più orientati all'innovazione. "L'Accademia Italiana" - dice Vincnzo Giubba - ha sempre puntato sulla moda etica come quella che scaturisce dagli scambi per i progetti dell'AIFA (Accademia Italiana for Africa) con i capi disegnati dagli studenti e realizzati dalle donne africane e in vendita a La Rinascente, e Re-Silk a Bangkok con abiti realizzati dall'istituto tailandese affiliato".

 

CORRIERE DELLA SERA

Trenta e Loden

L'Accademia Italiana di Firenze festeggia tre decenni di vita
Il 17 Aprile una grande sfilata con le creazioni degli studenti.

di Laura Antonini

Era il 1984 quando un giovanissimo Vincenzo Giubba fresco di laurea in architettura immaginava e dava subito forma alla prima sede di Academia Italiana a Firenze. Sono passati 30 anni e l'idea di quello che oggi è Presidente della scuola di moda e design con sedi a Roma e Bangkok è diventata una realtà accademica riconosciuta (anche dal Miur) per la capacità di formare abili professionisti nel settore.
Come ogni anno il prossimo 17 aprile Accademia festeggerà la fine dei corsi dell'anno con una sfilata all'Obihall. "Un fashion show - anticipa Giubba - che sarà anche l'occasione per soffiare sulle candeline del nostro compleanno". Così l'evento principe sarà abbinato a mostre e appuntamenti "soprattutto allo scopo di sottolineare il valore creativo di chi apprende sui nostri banchi i segreti delle tecniche della moda, dell'interior design e della fotografia". Non mancherà all'interno della serata la cerimonia di consegna del riconoscimento del Premio Piramide dell'Eccellenza che quest'anno giunge alla decima edizione e che viene data dagli allievi ai nomi illustri del settore. "Ancora non voglio svelare i premiati perché dei compleanni mi piace l'effetto sorpresa. Posso anticipare il nome del grande Renato Balestra (che a maggio festeggerà 90 anni ndr) insignito a ragion veduta con il premio nella categoria Alta Moda".
All'ultimo piano della sede didattica di Accademia Italiana sul Lungarno delle Grazie (quella principale è in Piazza Pitti) i ragazzi nelle aule stanno lavorando sodo per completare gli outfit (300 in tutto) donna e uomo protagonisti della sfilata "Celebrate". C'è chi ha deciso di realizzare cappotti anni Cinquanta come la tendenza della prossima stagione detta, chi è impegnato nell'arte del ricamo e chi è alle prese con forbici, righelli e cartamodelli. "Ogni singolo aspetto progettuale e manuale della lavorazione di un prodotto moda come per quella di un prototipo di un mobile o uno scatto fotografico - continua Giubba - prende vita in ore di lezione e di pratica, vanto di una didattica che in trent'anni abbiamo sempre aggiornato alle esigenze di mercato. Perché ci piace pensare che chi investe in Accademia Italiana oggi una volta fuori abbi reali chance di occupazione. Allo stesso tempo come vedrete nel grande evento in programma il 17 aprile sfrutteremo la ribalta dell'anniversario per portare a Firenze tutti qui progetti sostenibili cari ad Accademia che coniugano la creatività dei ragazzi ad una sensibilità etica".
Nel foyer dell'Obihall prenderà vita così una mostra realizzata dagli allievi dei corsi di design, grafica e fotografia improntati ai temi del riciclo. Mentre in passarella accanto agli abiti dei corsisti cuciti anche con tessuti di recupero, arriveranno dall'Africa una selezione di capi della capsule collection primavera/estate realizzata in collaborazione con Franca Sozzani e Vogue Italia nell'ambito del progetto AIFA (Accademia Italiana For Africa) e quelli che disegnati dagli allievi del corsi Fashion design di Firenze hanno cucito le detenute delle carceri pugliesi. "Solo alcuni esempi del nostro impegno etico che ci vede in prima linea."

 

QN - QUOTIDIANO NAZIONALE (LA NAZIONE, IL GIORNO, IL RESTO DEL CARLINO)

30 anni d'Accademia 

E l'Africa nel cuore

Nuovi progetti e un futuro per i giovani

di Eva Desiderio

L'Accademia Italiana Arte Moda e Design di Firenze e di Roma compie 30 anni. E il suo fondatore e direttore, l'Architetto Vincenzo Giubba ne è giustamente orgoglioso. Tanta la strada percorsa, gli allievi educati e ora tutti nel mondo produttivo, i premi, le soddisfazioni e i riconoscimenti internazionali e nazionali, l'ultimo importantissimo dal MIUR come istituto di livello universitario.

Professor Giubba, dopo 30 anni cosa ricorda di quel 1984?
«Ricordo che ero giovanissimo, siamo nati piccoli e senza supporti pubblici o di banche. Firenze allora viveva ancora sulle glorie dei vari Pitti e io mi occupavo di design ma mi sentivo molto vicino alla moda. Capivo anche che allora la moda veniva insegnata nel retrobottega parrocchiale, non era vissuta come cultura. Io avevo voglia invece di darle questa dignità. E così ho cominciato con 38 studenti in via Ricasoli, in un appartamento. Oggi a Firenze in Piazza Pitti studiano 600 allievi, che nelle due sedi arrivano a 900, che possono accedere a lauree triennali in Moda, Design, Fotografia, Grafica. Siamo l'unica scuola in Toscana riconosciuta dal MIUR».

Una scuola autonoma, autofinanziata, autogestita?
«Assolutamente sì, l'Accademia è tutto questo».

Quali sono gli ultimi progetti?
«Mi sta molto a cuore quello per una moda etica ed ecologica. Si chiama Accademia Italiana for Africa, progetto AIFA, e ha per madrina Franca Sozzani, direttore di "Vogue Italia" che lo ha lanciato con noi un anno fa, insieme a La Rinascente che venderà i prodotti disegnati dai nostri studenti, ed elaborati nei laboratori africani. Ora i campionari sono già pronti, stiamo aspettando la fine della produzione laggiù. Le borse e gli altri accessori saranno venduti alla Rinascente di Milano e di Firenze in questa primavera. Poi c'è anche un progetto di riuso di antiche sete tailandesi, in accordo col gruppo Central che solo in Tailandia ha 1800 negozi: i pezzi di tessuti scampati all'alluvione di due anni fa verranno reinterpretati dagli studenti e sfileranno a Bangkok e poi il 17 aprile a Firenze».

Il 17 aprile ci sarà la sfilata di fine corso all'Obihall con la consegna delle Piramidi dell'Eccellenza?
«Sì, i nostri laureandi faranno vedere tutta la loro creatività e con loro saranno impegnati anche i 100 insegnanti delle nostre sedi a Firenze e a Roma. Ci sarà anche mia moglie Mira Kim, che è vicepresidente fin dagli inizi (ha fondato l'Accademia con me) ed è anche lei uno dei nostri pilastri».

C'è poi la grande novità delle divise da lavoro fashion. Ce la racconta?
«Anche questo è un progetto innovativo al quale tengo molto, che arriva da un accordo tra me e l'ad dell'Azienda Klopman, Alfonso Marra, che ha sede a Frosinone ed è leader mondiale per la produzione di tessuti tecnici per il lavoro. La Klopman metterà a disposizione degli studenti 1000 metri di tessuto di cotone e loro reinterpreteranno in chiave modaiola l'abito da lavoro: l'infermiera col top, la vigilessa con la minigonna, il pompiere un po' pop art, insomma moda e ironia. I prototipi sfileranno a Firenze e col dipartimento di fotografia cureremo la campagna pubblicitaria per l'Azienda di Frosinone e faremo il calendario 2015».

 

CORRIERE DELLA SERA

12 febbraio 2014

Sexy vigilessa e pompieri
I giovani dell'«Accademia» ridisegnano le divise

Dopo l'artista Ernesto Michahelles, in arte Thayaht, passato alla storia per l'invenzione della tuta da lavoro, solo pochi stilisti hanno dedicato attenzione all'abito da lavoro, liberandolo dalla consueta tristezza. Così sorprende e rallegra il progetto messo insieme da una multinazionale che produce tessuti tecnici ad alta prestazione (Klopman) e l'Accademia Italiana, l'istituto internazionale per la moda, il design e la fotografia con i suoi studenti già all'opera per la realizzazione di una collezione dissacrante e provocatoria. Abiti da lavoro, destinati alla campagna pubblicitaria dell'azienda di origine americana, con sede operativa a Frosinone. E dunque mostre, fiere, eventi e persino un calendario. La collezione, negli intenti della Scuola ora abilitata al rilascio della doppia laurea, inglese e italiana, potrà fornire spunti fashion alle future uniformi destinate a poliziotti, vigili, pompieri, ma anche hostess oppure operatori ecologici. Il progetto, messo a punto dal CEO della Klopman, Alfonso Marra e dal Presidente dell'Accademia Italiana, Vincenzo Giubba, coinvolgerà sia gli studenti di Fashion Design che i laureandi in Fotografia e Nuovi Media, che allo stesso scopo hanno a disposizione oltre cento metri di tessuto tecnico fornito dall'azienda (un cotone certificato nel rispetto di ambiente ed etica aziendale). La divertente collezione guadagnerà inoltre la ribalta dell'Obihall, dove il 17 aprile si svolgerà il consueto evento di fine anno della scuola che quest'anno celebra il trentennale.

 

IL TEMPO

13 febbraio 2014

Divise fashion per carabinieri e pompieri

Le divise da lavoro nel mirino dei nuovi creativi. A reinterpretarle saranno gli studenti dell'Accademia Italiana, istituto internazionale di livello universitario per la moda, il design e la fotografia. Il progetto nasce in collaborazione con la Klopman, brand d'origine statunitense, da 40 anni leader nel tessuto tecnico ad alta prestazione, i cui impianti di produzione e sourcing sono a Frosinone e coinvolgerà sia gli studenti del dipartimento di Fashion Design che i laureandi in Fotografia e Nuovi Media. Ventinove studenti di Fashion Design, allievi dei corsi di Firenze (Piazza Pitti) e Roma (Piazza della Radio), contando su oltre cento metri di tessuto di cotone nei colori richiesti fornito dall'azienda, hanno prodotto 39 prototipi destinati alla nuova campagna promozionale dell'industria specializzata in tessuto tecnico, prevalentemente per uniformi. Una collezione provocatoria che guadagnerà la ribalta del Teatro Obihall di Firenze, dove il 17 aprile si svolgerà l'evento di fine anno della scuola.

 

MF fashion

3 giugno 2014

Exhibition Gattinoni, in mostra la mini-couture

di Michela Zio (Roma)

Una mostra riporta in auge l'archivio di Gattinoni. Gli studenti del primo, secondo e terzo anno, iscritti al corso di fashion design & jewellery design di Accademia Italiana, l'istituto fiorentino con sede anche nella capitale, hanno raccontato l'evoluzione di Gattinoni, attraverso la rilettura dei capi-icona, dagli anni 50 della Hollywood sul Tevere, alle linee a impero degli anni 60, agli 80s di Raniero Gattinoni, fino ai 90s di Guillermo Mariotto, attuale direttore artistico della griffe. Incisivo l'apporto degli allievi di interior design, compreso quello che ha inscatolato sette bambole Barbie vestite, ça va sans dire, con mise Gattinoni d'antan. La mostra sarà aperta fino al 29 luglio nella sede dell'Accademia Italiana, in Piazza della Radio 46 e a febbraio volerà nell'Oman.

 

La Repubblica Roma

30 maggio 2014

PIAZZALE DELLA RADIO
In mostra la storia della maison Gattinoni raccontata dagli studenti dell'Accademia

LA STORIA della maison Gattinoni raccontata dagli studenti del corso di fashion e jewellery dell'Accademia Italiana arte moda e design. In mostra gli abiti reinterpretati con materiali alternativi dai ragazzi che nell'Accademia studiano sognando di diventare couturier. Quattro i temi del percorso storico: gli anni Cinquanta quelli dell'origine della griffe con la signora Fernanda a vestire attrici e principesse. I Sessanta con le mise create per Audrey Hepburn, gli Ottanta di Raniero Gattinoni per finire con gli anni Novanta a oggi con le creazioni di Guillermo Mariotto. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 25 luglio nella sede di piazzale della Radio 46.

 

Il Tempo

30 maggio 2014

Piazzale della Radio Accademia Italiana
Gli stilisti in erba reinterpretano le creazioni della maison Gattinoni

Gli studenti del corso di Fashion Design e Jewellery Design dell'Accademia Italiana Arte Moda Design, in piazza della Radio 46, coordinati dai docenti e da Stefano Dominella, presidente di Gattinoni Couture, hanno raccontato la storia della storica maison romana realizzando abiti e gioielli ispirati ai quattro periodi storici più significativi della Gattinoni, riscoprendo le tracce che il passato ha lasciato nella vita del celebre atelier romano. L'allestimento, interamente progettato e realizzato dal dipartimento di Interior Design dell'Accademia, si snoda in tutta la superficie della sede dando origine a un percorso creativo ed è stato inaugurato ieri da Vincenzo Giubba, Presidente di Accademia Italiana e dallo stesso Dominella.
All'inaugurazione personalità del mondo della moda, dell'arte e della cultura come il direttore creativo di Gattinoni Couture Guillermo Mariotto, il premio Oscar Gianni Quaranta, il fotografo Paolo Belletti, la conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti, la storica della moda Bonizza Giordani Aragno e l'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma Marta Leonori, la giornalista Maria Concetta Mattei, il sociologo Francesco Morace, Beppe Convertini e Marta Flavi.

 

Leggo

30 maggio 2014

ACCADEMIA ITALIANA Apre la mostra Gattinoni 2.0 i talenti e il mito

di Stefania Cigarini

Meglio di Project Runway, il talent per giovani stilisti, perché qui di talento ce n'è da vendere, ma soprattutto può essere personalmente constatato visitando la mostra Oh! Moda, Moda! Vuol esser moda. Una citazione da Carlo Goldoni che trentacinque studenti tra i venti e i ventidue anni hanno utilizzato per reinventare lo stile di una delle storiche maison di moda italiane, Gattinoni. Stefano Dominella, presidente della casa di moda e docente, di suo, ha aperto agli studenti - corsi di Fashion design e Jewellery design, ma per gli sfondi degli abiti si sono impegnati anche i colleghi di Interior design - gli archivi della maison per consentire loro di annusare un'aria che non è 2.0, ma è della Storia della moda italiana. È così che l'abito da nomination all'Oscar di Guerra e Pace, indossato da Audrey Hepburn, si trasforma tra dolci, palloncini, carta da dolci: e così via lungo quattro filoni che rappresentano la storia di Gattinoni: anni 50 e Hollywood sul Tevere, anni Sessanta e linea Impero, gli anni Ottanta di Raniero Gattinoni, gli anni Novanta di Mariotto. Orgogliosi, ça va sans dire, Dominella e Vincenzo Giubba, presidente dell'Accademia.

 

ANSA.IT

28 maggio 2014

Accademia Italiana s'ispira a Gattinoni
In mostra nella sede romana della scuola creazioni di 20 allievi

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Ci sono gli abiti realizzati con la carta merlettata utilizzata per confezionare i sottotorta, le voluminose camicie della collezione Orlando, i caftani stampati con il volto di Anna Magnani: sono le creazioni che 20 studenti dell'Accademia Italiana di Arte, Moda e Design di Roma, coordinati dal Stefano Dominella, presidente di Gattinoni, hanno realizzato per la mostra ispirata alla moda della maison romana in programma nella sede romana della scuola da domani al 25 luglio.

 

STYLEFACTOR.IT

29 maggio 2014

LO STILE GATTINONI REINVENTATO DAGLI STUDENTI DI ACCADEMIA ITALIANA, LA MOSTRA

Un progetto interdipliscinare di quelli che diventano linfa vitale per il sistema moda italiano e per i sogni di tanti ragazzi che sperano un giorno di diventare stilisti apprezzati e famosi come quelli a cui spesso si ispirano nelle loro creazioni.
Lo stile Gattinoni reinventato dai giovani di Accademia Italiana. Una possibilità offerta da Gattinoni, la storica Maison romana assieme ad Accademia Italiana - Arte, moda e Design, in particolare nella figura di Stefano Dominella, Presidente Gattinoni e Vincenzo Giubba Presidente dell'Accademia, che hanno collaborato per rendere possibile qualcosa di magico ed unico, sia per gli studenti che per la storia stessa della casa di moda romana.
Gli studenti di moda, design e gioiello hanno reinterpretato la storia della Maison realizzando abiti ed accessori ispirati ai quattro periodi storici più significativi dell'atelier romano. Un lavoro lungo e meticoloso, ma anche motivante e divertente come hanno testimoniato i ragazzi presenti alla press conference che anticipava alla stampa l'allestimento della mostra. Gli abiti realizzati, ad esempio, con la carta utilizzata per confezionare le torte o le voluminose camicie della collezione Orlando, i caftani stampati con il volto di Anna Magnani, sono tutti pezzi con cui i ragazzi hanno dovuto misurarsi comprendendo anche i limiti tra tessuti e disegno, le difficoltà di realizzarli e la necessità di procedere al percorso creativo considerando anche le problematiche successive, ovvero quelle che si possono riscontrare con la realizzazione di un abito o gioiello.
Stasera l'evento, presso l'Accademia Italiana, per l'inaugurazione della mostra a cui parteciperanno molti ospiti tra questi: Guglielmo Mariotto, direttore artistico dal 1988 di Gattinoni, il premio Oscar Gianni Quaranta, la conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti, la giornalista Mirella Milani, la storica della moda Bonizza Giordani Aragno, la giornalista Maria Concetta Mattei, il sociologo Francesco Morace e l'Assessore alle attività produttive del comune di Roma Marta Leonori.
Ecco lo stle Gattinoni, reinventato dagli studenti dell'Accademia italiana, raccontato da alcune
foto scattate all'anteprima stampa, la mostra sarà visitabile dal 29 maggio al 25 luglio

 

DONNA TODAY

29 maggio 2014

Giovani deigner reinventano lo stile Gattinoni
Gli studenti dell'Accademia Italiana Arte Moda Design di Roma hanno raccontato la storia della Maison realizzando abiti e gioielli adesso oggetto di una suggestiva mostra

di Donatella Polito

Quando si tratta di abusare del termine 'moda', è facile dire che ‘passa', che ‘cambia', che è roba di altri tempi destinata a restare negli archivi storici di un ricordo che resta lì, appannaggio di pensieri e nostalgia. 
Ma quando è di stile che si tratta, quando la linea di un abito non coincide con un confine temporale e supera tutto, età, epoche, generazioni, allora sì che è destinata a restare e a (ri)vivere attraverso le mani, gli occhi, il respiro di chi crede che il ‘per sempre' possa anche essere indossato, ancora e ancora.
È questo lo spirito con cui gli studenti del corso di Fashion Design e Jewellery Design dell'Accademia italiana di Arte Moda Design, coordinati dai docenti e da Stefano Dominella, Presidente di Gattinoni Couture, hanno raccontato la storia della Maison realizzando abiti e gioielli ispirati ai quattro periodi storici più significativi della Gattinoni, riscoprendo le tracce che il passato ha lasciato nella vita del celebre atelier romano.
Dopo mesi di intenso lavoro, i ragazzi, tutti tra i 20 e i 24 anni, hanno dato la loro personale interpretazione alle celebri creazioni seguendo quattro temi: la Roma degli anni '50, la ‘Hollywood sul Tevere' che vide le origini della griffe grazie all'estro della fondatrice Fernanda Gattinoni; gli anni '60, periodo del film ‘Guerra e Pace' e della nascita della ‘Linea Impero' , caratterizzato dai fasti dovuti alla nomination agli Oscar per gli abiti indossati nel film da Audrey Hepburn; gli anni '80, con le creazioni di Raniero Gattinoni, figlio di Fernanda, che ha impresso all'azienda una svolta con l'internazionalizzazione del marchio e il momento attuale, che dal '94 vede Guillermo Mariotto alla guida della direzione artistica della Maison.
"È stato bellissimo vederli lavorare così intensamente, questo progetto è stato un raro esempio di vero laboratorio creativo", ha detto Stefano Dominella dei ragazzi che ha guidato in questa esperienza, i quali hanno lavorato in piccoli gruppi, 9 in totale, composti da allievi del 1°, 2° e 3° anno, creando ognuno 2 capi, mentre i 4 periodi rappresentativi della storia dell'atelier sono stati equamente suddivisi tra i vari team.
Il dipartimento di Interior Design, ha invece progettato la mostra e realizzato tutti gli allestimenti lavorando come un unico team, coordinato dai docenti e dagli studenti del 3° anno, mentre gli studenti di Jewellery Design hanno realizzato individualmente dei gioielli ispirati agli stessi temi degli abiti.
La mostra resterà aperta al pubblico dal 29 maggio al 25 luglio presso la sede romana dell'Accademia Italiana.

 

LeStanzeDellaModa.com

29 maggio 2014

Mostre di moda a Roma: ci pensano Gattinoni e Accademia Italiana

di Ida Galati

"Io non so se sono indispensabile a questo mondo, ma senz'altro so di essere io ad aver bisogno di stare in questo mondo". È così che risponde Andrea, 21 anni, studente del corso di Fashion Design dell'Accademia Italiana a Roma quando gli viene chiesto se e perché il suo contributo personale potesse essere importante per il futuro del mondo della moda.

Aveva iniziato con un timido "non so", per poi stupire, subito dopo, con una disarmante espressione della sua anima.

Ed è così che mi son parsi gli studenti di questa prestigiosa Accademia di Moda: timidi e impacciati solo in apparenza, risoluti e capa tosta nella sostanza. Lo conferma Stefano Dominella, Presidente di Gattinoni Couture, quando asserisce quanto sia praticamente impossibile fargli cambiare idea. Lo fa durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina per la presentazione di un progetto interdisciplinare che ha coinvolto gli studenti di moda, design e gioiello. Il progetto si è naturalmente trasformato in una elegante mostra che rimarrà aperta al pubblico dal 29 maggio al 25 luglio 2014 dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00.

Sfida del progetto dopo un semestre di studio e duro lavoro: reinventare lo Stile Gattinoni realizzando abiti e gioielli ispirati ai quattro periodi storici più significativi della Maison, riscoprendo le tracce che il passato ha lasciato nella vita del celebre atelier romano.

Dagli anni '50, quelli della Dolce Vita e quelli in cui è nata la griffe attraverso il talento della fondatrice Fernanda Gattinoni, agli anni '60, quando in atelier c'erano ormai oltre 120 dipendenti e si lavorava per realizzare gli abiti di Audrey Hepburn del film Guerra e Pace che avrebbero ottenuto una nomination all'Oscar e lanciato lo stile Impero.

Dagli anni '80, con l'arrivo di Raniero Gattinoni, figlio di Fernanda, che affianca l'Alta Moda al prêt-à-porter e la esporta in tutto il mondo; agli anni '90 con l'arrivo del direttore creativo Guillermo Mariotto e il suo estro che trasforma ogni sfilata in un vero e proprio spettacolo.

L'allestimento, interamente progettato e realizzato dal dipartimento di Interior Design dell'Accademia, si snoda in tutta la superficie della Sede dando origine a un percorso creativo denso di significati nella sua semplicità.

I pochi mezzi messi a disposizione, infatti, hanno dimostrato a tutti i presenti che quando esiste estro e passione, non c'è sempre bisogno di tessuti pregiati; a volte anche la carta può fare miracoli.

I ragazzi hanno saputo guardare oltre, inserendo elementi completamente nuovi: gli anni '60 sono diventati dolci e caramellosi, quelli odierni si sono lasciati contagiare da Tim Burton.

Lascio a voi la curiosità di andare a scoprire dove e perché c'è anche lo zampino di questo straordinario regista.

Potete visitare la mostra presso l'Accademia Italiana Arte Moda Design, Piazza della Radio 46, Roma.

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